Il CBD come rimedio preventivo.

Non smettono di approfondire il potenziale della Cannabis i Canadesi, così come gli Israeliani, gli Americani, i Greci, ecc … ma per il momento concentriamoci sui primi.

In collaborazione con l’Università di Lethbridge, ad Alberta, Pathway RX, una società di ricerca focalizzata sullo sviluppo di terapie personalizzate per cannabis, e Swysh, una società focalizzata sullo studio e sviluppo di cannabinoidi, hanno scoperto che specifici estratti di Cannabis sativa si stanno rivelando un trattamento preventivo efficace per evitare l’infiammazione causata dal COVID-19 .

Una strada che a noi Italiani non piace mai intraprendere, quella della prevenzione, perchè più lenta e meno dispendiosa in termini economici.

Lo studio è veramente agli albori, la ricerca non è stata approvata da un board di peer review (pre-refereeing), ma potete scaricarla e farvi un’idea leggendo quanto pubblicato su Preprints.

Secondo queste due società gli estratti di cannabis hanno influenzato le proteine ​​ACE2 e TMPRSS2. Queste proteine ​​sono incorporate nella membrana cellulare e rappresentano un gateway chiave per il virus COVID-19 per entrare nelle cellule ospiti. I ricercatori hanno usato gli estratti di Cannabis sativa per modulare i livelli di questi enzimi e i dati iniziali promettono bene. Infatti ben 13 tipi di estratti ricchi di CBD possono modulare l’espressione di ACE2 nei tessuti bersaglio di COVID-19 .

I risultati dimostrano che questi estratti ad alto contenuto di CBD hanno il potenziale per diventare un’aggiunta utile e sicura al trattamento COVID-19. Potrebbero essere utilizzati per sviluppare trattamenti preventivi sotto forma di collutorio per uso clinico e domestico e potrebbe bastare qualche gargarismo la mattina.

In sostanza utilizzando il CBD possiamo ridurre la suscettibilità alla malattia e evitare l’insorgenza dell’infiammazione.

Se vi sembra poco … .

Ovviamente queste 13 varietà di estratti sono già state brevettate e concesse sotto licenza a Sundial Growers, un produttore di Cannabis accreditato di Alberta. Ultima cosa per farvi capire come gira nel resto del mondo, ad Alberta non hanno aspettato di trovare dei volontari da curare, ma hanno realizzato dei tessuti mucociliari 3D umani, riprodotto trachea, bronchi sani e cellule epiteliali. Per gli esperti del settore, insomma, c’è da divertirsi nel leggere questi primi appunti.

Qui sotto trovate la tabella con i valori del CBD e del THC e il loro rapporto nei vari estratti testati.