Oggi Arizona, California, Maine e Massachusetts votano per approvare l’uso ricreativo, mentre Arkansas, Florida, Montana e North Carolina sceglieranno se legalizzare la cannabis per usi medici.

Molti di voi frettolosamente penseranno che questo articolo è rivolto solamente ai ragazzini sognanti che vorrebbero la marijuana legale in tutto il mondo; in realtà è rivolto a chi non ha ancora messo a fuoco l’importanza del voto americano di oggi.

I tg continuano a farci vedere i due candidati alle presidenziali scannarsi a colpi di email segrete, ma nessuno parla di programmi, di leggi e dei restanti quesiti che verranno posti oggi agli elettori americani.

Infatti per ogni stato ci saranno diversi quesiti, che chiederanno agli americani di esprimersi riguardo a : pena di morte, armi, inquinamento, salario minimo, assistenza sanitari, suicidio assistito, diritti degli animali e soprattutto Marijuana.

Non voglio assolutamente dire che la questione della legalizzazione sia più importante di questioni etiche come il suicidio assistito, per esempio, o la pena di morte, ma è sicuramente il voto che farà muovere più soldi in America.

Quattro anni fa il Colorado e lo stato di Washington sono diventati i primi a legalizzare la produzione, la vendita e il consumo di marijuana a scopo ricreativo. Poco dopo Oregon, Alaska e Washington DC hanno fatto lo stesso. L’8 novembre quattro stati – Arizona, California, Maine e Massachusetts – votano per approvare provvedimenti simili. Altri quattro stati (Arkansas, Florida, Montana e North Carolina) sceglieranno invece se legalizzare la cannabis per usi medici. Se questa proposta dovesse passare, la marijuana a scopo medico sarebbe legale in più della metà degli stati.

Questa maggioranza obbligherebbe il futuro presidente a prendere una posizione sulla questione, lasciata nell’ombra dall’amministrazione Obama, che a suo tempo dichiarò che “l’erba non era il primo dei suoi problemi”, in pratica che non avrebbe speso ne forze ne denaro per reprimere l’avanzata della Marijuana.

Infatti molti di noi non hanno chiaro che in America la ganja non è propriamente legale. O meglio, per le leggi statali, come quella del Colorado, sì lo è, con moltissime limitazioni, mentre per la legge statale no.

Per farvi un esempio tutte le serie poliziesche made in USA che hanno come protagonista la DEA non sono anacronistiche, anzi! La DEA tutt’oggi ha il compito di scovare gli spacciatori, sia che operino in casa loro, sia che abbiano una Dispensary in regola.

La Drug Enforcement Administration riesamina regolarmente le classificazioni di droga, e ha più volte rifiutato di cambiare la categorizzazione di marijuana da quando è stata aggiunta nel 1970 nella lista degli stupefacenti.  Dopo il voto di oggi le cose dovranno per forza cambiare.

Se pensate però che il voto dipenda da un’opinione personale sulle qualità benefiche della Marijuana vi sbagliate ancora.

Il business dell’erba è talmente esploso negli ultimi anni che in Colorado si parla proprio della seconda età dell’oro! Se un tempo tutti accorrevano in questo stato per cercare pepite d’oro nei fiumi, ora si cerca fortuna con la ganja. Le cifre sono sbalorditive e molti degli altri stati sono attratti da questo business proprio per questo. E quale migliore slogan per un candidato è quello di “tornare indietro le tasse ai cittadini”? In Colorado sono stati rimborsati circa 30.5 milioni di dollari ai contribuenti, perché lo stato ha considerato sufficienti i 40 milioni che aveva già raccolto, con cui ha previsto la costruzione di nuovi istituti scolastici. E se ciò non bastasse a convincere gli elettori basta giocare la carta dei 10mila nuovi posti di lavoro, sempre solo in Colorado … Moltiplicate ora queste cifre per 15 … e capite l’ansia di queste ore.